il terzo lato del vinile

01 CIAO GIUSEPPE, BENVENUTO SU IL TERZO LATO DEL VINILE.
IL TERZO LATO È IL LATO NASCOSTO DELLA MUSICA. COSA C’È FRA LE RIGHE DEL TUO ALBUM LE REGOLE DELLA FELICITÀ?
Grazie a voi, è davvero un piacere essere ospitato qui.  Fra le righe e neanche poi tanto fra le righe,  ci sono io, messo per la prima volta molto a nudo. E ci sono storie, semplici quanto straordinarie, che ognuno di noi vive quotidianamente.
02 “SPESSO CAPITANO COSE CHE FANNO SÌ CHE NE SUCCEDANO ALTRE. UN PO’ DI TEMPO FA DOPO ANNI PASSATI A SUONARE MUSICHE DI ALTRI HO SENTITO L’ESIGENZA DI SCRIVERE MUSICHE MIE”.
COSÌ HAI SCRITTO ALL’INTERNO DEL LIBRETTO DEL DISCO FISICO CHE CI HAI SPEDITO.
PUOI DESCRIVERCI QUEL MOMENTO?
Un momento particolare della mia vita. Mancanze e assenze, bivi. Momenti negativi ma che possono regalare tanta energia. Io conoscevo come unica valvola di sfogo quella della musica. Ma ho subito capito che non era più sufficiente, non mi bastava. Servivano le parole. In  pochi mesi, una  rivoluzione personale.
03 SEMPRE CONTINUANDO A LEGGERE…
“LA MIA BIOGRAFIA INVECE È QUI IN QUESTE TRACCE. UNA SORTA DI DIARIO DI SENSAZIONI VISSUTE, DI EMOZIONI PRIVATE, DI SOGNI INSEGUITI DI NOTTE GIOIOSE E INQUIETE, DI POSITIVA MALINCONIA”.
È STATO DIFFICILE A LIVELLO EMOTIVO TIRARE FUORI E METTERE IN MUSICA LE TUE SENSAZIONI?
Ci ho messo un bel po’ di anni a scrivere e a scrivere di me. Mi sono sentito come un recipiente sotto pressione. Il tappo mi è stato in qualche modo strappato dagli eventi…poi è stato tutto facile e naturale.
04 LA COPERTINA TI VEDE CAMMINARE SOTTO I PORTICI DI BOLOGNA CON UNA CHITARRA IN SPALLA E UNA SIGARETTA ACCESA. PERCHÉ HAI SCELTO QUESTA FOTO?
Tempo fa, una foto cosi mi è stata fatta a mia insaputa. Notte fonda, rientravo da un live. E ho pensato che se mai avessi pubblicato un disco, quella sarebbe stata la mia copertina. E l’abbiamo ricreata. Mi rappresenta in maniera davvero completa. Sono io, con le mie abitudini, la mi vita,  in quella che sento la mia città.
05 MI HA COLPITO MOLTO IL BRANO “LUNA CONTADINA”, QUAL È LA SUA STORIA?
Ha due storie parallele che poi si sono intrecciate.. Volevo omaggiare un artista che adoro, Neil Young. E avevo scritto una musica che ricordasse in qualche modo un certo suo stile . Ma quella musica, mi ha portato subito in mente una storia, vera,  come sempre mi succede,  molto autobiografica. Le immagini, i colori, le parole sono nate senza fatica.  E’ una delle mie più apprezzata, ne sono molto contento.
07 CI RACCONTI UN ANEDDOTO LEGATO AL BRANO CHE DÀ IL TITOLO AL DISCO, LE REGOLE DELLA FELICITÀ, IN CUI HAI INCROCIATO LA FELICITÀ PER STRADA.
Volevo scrivere una canzone che parlasse di sogni, con musica semplice. La melodia è nata fischiettando in bicicletta.
Ho scritto  un testo, cestinato dopo pochi giorni. Poi, di colpo, è nata tutta la storia, che ho messo in parole in pochissimi minuti. Evidentemente erano parole che avevo inconsciamente nascoste in qualche posto, come in stand-by, saltate fuori al momento giusto.  Forse la canzone più importante dell’album.
08 CI SONO TANTE PERSONE, MAGARI COME ME, CHE NON HANNO ANCORA SCOPERTO LE REGOLE DELLA FELICITÀ. TU L’HAI INCONTRATA. PUOI AIUTARCI?
Io credo che tutti prima o poi la incontriamo. Il vero problema è che troppo spesso ce ne rendiamo conto dopo, quando le sue “regole”, la fanno andare via. Forse il vero “trucco” sta nel saperla riconoscere, nel non confondere la felicità con la serenità, con il benessere. E nell’avere la forza di cercarla, sapendo che poi…ha le sue “regole”.
09 COSA HAI IMPARATO DAL TUO STESSO PERCORSO MUSICALE E CHE CONSIGLIO TI SENTI DI DARE A CHI VOLESSE INTRAPRENDERE UNA CARRIERA MUSICALE IN ITALIA.
Dalla musica ho imparato tanto. Il mio percorso mi ha portato però a conoscere anche i tanti lati negativi, legato al mondo del “dietro le quinte”. Io per scelta lavoro da solo, non riesco a piegarmi a certe regole, non riesco a piegarmi a una certa spettacolarizzazione dell’arte. Perché la musica, per quanto facilmente fruibile e diretta, rimane Arte. Non mi sento di dare consigli, se non quello di studiare ed ascoltare tanto. Penso che le nuove tecnologie siano di grande aiuto, se usate come mezzi e non come fini. Sarò un sognatore, ma credo ancora che alla lunga la qualità paghi. E se poi il successo, quello vero, non arriva…pazienza. Non si scrive per soldi o fama. Io sono felice quando scrivo e se anche una sola persona si emoziona ascoltando le mie canzoni…bè, sono davvero soddisfatto.
10 DOMANDA DI RITO: CHE RAPPORTO HAI CON I VINILI E QUAL È IL DISCO CHE TI HA CAMBIATO LA VITA?
Amo i vinili. Ricordo quelli che trovavo in casa, Luigi Tenco, Franco Califano. Poi ne ho comprati tanti “miei”.  Non c’è un disco particolare che mi abbia cambiato la vita, a farlo probabilmente è stata la Musica , in senso più ampio.
11 SEI PUGLIESE DI ORIGINE, HAI STUDIATO A ROMA E ORA VIVI A BOLOGNA. QUAL È IL LUOGO A CUI SEI PIÙ PARTICOLARMENTE AFFEZIONATO?  QUANTO VIAGGIARE STIMOLA LA TUA CREATIVITÀ MUSICALE.
Sono legato a Bologna, senza dubbio. Sicuramente però, tutti i posti mi hanno dato qualcosa. Ma Bologna mi ha dato e continua a darmi davvero  tanto.  Io poi non amo molto viaggiare e non trovo particolari stimoli nel farlo. Viaggiare con i pensieri ,con la mente, osservare il mondo che vivo, sicuramente mi stimola molto di più.
12 COSA SI PROSPETTA ALL’ORIZZONTE PER GIUSEPPE QUARANTA?
Non saprei bene. Continuo con la promozione del disco, con i concerti. E soprattutto con la scrittura. Praticamente scrivo tutti i giorni. Vorrei continuare a vivere questa mia vita musicale in maniera libera.
13 LA TRADIZIONE DELLE NOSTRE INTERVISTE VUOLE CHE L’ARTISTA CI OMAGGI CON UN SUO MESSAGGIO INEDITO. È IL TUO MOMENTO.
Sfrutto l’occasione e rubo un verso da una canzone che sto scrivendo in questi giorni : “…fermo su un tavolo, mi guardo intorno e ne vedo tanti come me.. Riempiti, persi e poi svuotati ,amanti quasi mai traditi, ascoltano, confessano, illudono.
INTERVISTA: DAVIDE DI COSIMO
da http://www.ilterzolatodelvinile.com/tldv_giuseppe-quaranta.html